Il tunnel di Civita di Bagnoregio incuriosisce molti visitatori, ma non è l’ingresso turistico al borgo. Per arrivare alla celebre “Città che muore” bisogna attraversare il ponte pedonale di circa 300 metri; il Bucaione, invece, è un’antica galleria oggi non agibile. Qui chiarisco la differenza, racconto la storia del paese e spiego come organizzare una gita da Roma senza perdere tempo.
Il paese sospeso si visita dal ponte, non dal tunnel
- Accesso principale: il borgo si raggiunge a piedi attraversando il ponte panoramico.
- Tunnel Bucaione: è un passaggio storico scavato nella rupe, attualmente non visitabile.
- Biglietto: l’ingresso costa 5 euro, con alcune esenzioni.
- Da Roma: l’auto è la soluzione più semplice; in alternativa si può viaggiare in treno fino a Orvieto e proseguire in autobus.
- Tempo consigliato: almeno 3 ore per vedere Civita con calma, senza contare il viaggio.

Il tunnel di Civita non è la strada d’ingresso
Quando si parla del tunnel di Civita di Bagnoregio, quasi sempre ci si riferisce al Bucaione. Si tratta di una galleria che attraversa la parte bassa dello sperone tufaceo e conduce verso la Valle dei Calanchi. Non bisogna però confonderla con il percorso usato dai turisti per entrare nel borgo.
Il Bucaione fu ottenuto nel secolo scorso ampliando un antico acquedotto romano, così da permettere il passaggio dei carri. Durante la Seconda guerra mondiale venne utilizzato anche come riparo e nascondiglio. Lungo la zona si trovano tracce di antiche tombe e dei terreni un tempo coltivati dagli abitanti.
Le informazioni locali lo indicano attualmente come non agibile. Per questo non consiglio di cercare un accesso alternativo o di avventurarsi nella galleria: il tunnel fa parte della storia del luogo, ma non è un itinerario turistico aperto al pubblico. L’ingresso sicuro e regolare passa dal ponte.
Come si entra nel borgo e quanto costa
Il percorso comincia a Bagnoregio, dove si lascia l’auto e si raggiunge la base del ponte. Da lì parte una passeggiata panoramica di circa 300 metri, con una discesa iniziale e una salita più marcata verso la Porta Santa Maria. La distanza non è enorme, ma la pendenza e il sole possono farsi sentire, soprattutto in estate.
Nel 2026 il ticket d’ingresso al borgo è di 5 euro. Si può acquistare online oppure nelle biglietterie presenti a Bagnoregio, presso Mercatello e all’interno di Civita. Nei fine settimana e nei mesi più affollati preferisco acquistarlo in anticipo, perché consente di evitare le code prima del ponte.
| Servizio | Informazione utile |
|---|---|
| Biglietto d’ingresso | 5 euro a persona |
| Bambini piccoli | Ingresso gratuito fino a 6 anni non compiuti, con documento |
| Acquisto | Online oppure nelle biglietterie locali |
| Raggiungimento del ponte | A piedi dal centro di Bagnoregio o con navetta, quando disponibile |
| Percorso | Pedonale, in pendenza e con poca ombra |
Dal punto informazioni di Piazzale Battaglini si può arrivare al ponte con una camminata di circa 15 minuti oppure utilizzare la navetta disponibile secondo il servizio del momento. Gli orari delle biglietterie possono cambiare con la stagione, quindi li controllerei sempre prima della partenza, soprattutto se si arriva tardi o in un giorno festivo.
Per chi ha difficoltà motorie è importante organizzarsi in anticipo. L’accesso può essere supportato dai servizi locali, ma il ponte resta un percorso con pendenza e condizioni che dipendono anche dal tipo di ausilio utilizzato. Una telefonata preventiva evita sorprese.
Perché Civita ha un paese e un tunnel così particolari
Civita nasce su una rupe di tufo modellata dall’erosione. Le sue origini risalgono agli Etruschi, che sfruttarono la posizione strategica tra il Tevere e il Lago di Bolsena. Sotto le costruzioni medievali sono ancora riconoscibili tracce del passato più antico, tra tombe, cavità e percorsi scavati nella roccia.
In origine Civita era collegata all’altura dove oggi sorge Bagnoregio. L’antica città comprendeva più contrade, tra cui Civita, Rota e Mercato, l’attuale Mercatello. Nel periodo di maggiore splendore esistevano cinque porte d’ingresso, ma frane e terremoti ne hanno lasciata soltanto una.
La Porta Santa Maria e il ponte
La Porta Santa Maria, chiamata anche Porta della Cava, è oggi l’ingresso storico al borgo. L’arco conserva decorazioni con leoni che stringono teste umane, simbolo della vittoria degli abitanti di Bagnoregio contro i Monaldeschi. Passare sotto quella porta dopo la salita dà davvero la sensazione di entrare in un luogo separato dal resto del mondo.
Il terremoto dell’11 giugno 1695 distrusse il collegamento naturale tra Civita e Bagnoregio e accelerò lo spopolamento. Un primo ponte in muratura fu costruito nel 1923, ma venne danneggiato e in parte distrutto durante la ritirata tedesca del 1944. L’attuale ponte, inaugurato nel 1965, è diventato il simbolo più riconoscibile del borgo.
Cosa vedere dopo aver attraversato il ponte
Civita non è grande e si visita bene a piedi, ma merita più di una rapida fotografia dal belvedere. Io dedicherei almeno due o tre ore al centro storico, lasciando spazio anche alle soste: la bellezza del borgo sta nei vicoli, nei silenzi e nei punti panoramici, non solo nei monumenti principali.
Le tappe che considero essenziali
- Porta Santa Maria: è il passaggio storico e il primo punto da osservare appena arrivati.
- Piazza San Donato: il cuore del borgo, dominato dalla chiesa e dagli edifici medievali.
- Chiesa di San Donato: conserva l’atmosfera raccolta della piazza principale e racconta la lunga tradizione religiosa di Civita.
- Palazzo Alemanni: ospita il Museo Geologico e delle Frane, utile per capire perché la rupe continua a essere così fragile.
- Casa di San Bonaventura: è legata alla tradizione di Giovanni Fidanza, diventato poi San Bonaventura.
- Belvederi sulla Valle dei Calanchi: sono i punti migliori per osservare la forma del paesaggio e comprendere l’isolamento del paese.
Il museo geologico è particolarmente importante per chi vuole andare oltre l’immagine da cartolina. Le frane non sono un dettaglio scenografico, ma la ragione per cui Civita ha perso abitanti, strade e porzioni del territorio nel corso dei secoli.
Il Bucaione, se visibile dai punti consentiti, va osservato dall’esterno. Non lo inserirei in un’escursione dentro la valle senza informazioni precise sulla percorribilità: il terreno è friabile e le condizioni possono cambiare dopo piogge o interventi di sicurezza.
Come organizzare una gita da Roma
Da Roma Civita di Bagnoregio è una buona meta per una giornata intera, ma non la definirei una gita improvvisata. Il borgo si trova in provincia di Viterbo, in una zona collinare dove i collegamenti pubblici richiedono più attenzione rispetto a destinazioni servite direttamente dalla ferrovia.
In auto
È l’opzione più pratica. Da Roma si percorre generalmente l’autostrada A1 e si esce a Orvieto, da cui Bagnoregio dista circa 18 chilometri. Da Orvieto al paese servono all’incirca 25 minuti, mentre il viaggio complessivo dalla capitale può richiedere circa 1 ora e 45 minuti o più, in base al traffico.
L’auto non arriva fino al borgo. Si parcheggia a Bagnoregio e si prosegue verso il ponte a piedi o con la navetta. In alta stagione conviene partire presto, perché trovare posto vicino ai punti di accesso può diventare difficile.
In treno e autobus
La stazione più comoda è quella di Orvieto, raggiungibile da Roma Termini o Roma Tiburtina con collegamenti diretti di durata variabile, spesso intorno a un’ora o un’ora e mezza. Da Orvieto si può proseguire con gli autobus Cotral verso Bagnoregio.
Questa soluzione costa meno dell’auto, ma richiede di controllare con attenzione coincidenze, frequenza delle corse e servizi nei festivi. Il mio consiglio è di verificare gli orari sia all’andata sia al ritorno prima di acquistare il biglietto del treno. Una coincidenza persa può allungare molto la giornata.
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Con tour organizzato o trasferimento privato
Per chi viaggia senza auto e desidera abbinare Civita a Orvieto, Bolsena o Viterbo, un tour organizzato può essere la scelta più comoda. Il prezzo è normalmente più alto rispetto al trasporto pubblico, ma si guadagnano tempi certi e meno cambi. Prima di prenotare controllerei se il ticket d’ingresso, il pranzo e la guida sono inclusi oppure vanno pagati separatamente.
Il momento migliore e gli errori da evitare
La primavera e l’autunno offrono temperature più piacevoli e una luce ideale sulla Valle dei Calanchi. In estate partirei presto, preferibilmente entro le 9:30, perché il ponte e la salita hanno poche zone d’ombra. Dopo un temporale il paesaggio può essere spettacolare, ma il terreno della valle diventa più scivoloso.
- Non considerare il Bucaione come un ingresso alternativo.
- Non arrivare senza controllare il costo e la disponibilità del ticket.
- Non affrontare il ponte con scarpe lisce o sandali poco stabili.
- Non concentrare la visita nelle ore centrali delle giornate più calde.
- Non pianificare coincidenze ferroviarie troppo ravvicinate.
- Non fermarti soltanto al belvedere esterno: il centro storico merita tempo.
Porterei acqua, una protezione dal sole e scarpe con una buona suola. Per una giornata da Roma, considero realistico prevedere 8-10 ore complessive, includendo viaggio, parcheggio, camminata sul ponte e visita del borgo.
Una giornata ben riuscita tra Civita e la Tuscia
Il modo più equilibrato di visitare Civita è arrivare al mattino, attraversare il ponte senza fretta, dedicare qualche ora al paese e pranzare a Bagnoregio. Se resta tempo, si può aggiungere Orvieto, che dista poco in auto, oppure scegliere il Lago di Bolsena per una pausa più rilassata.
La cosa più importante è partire con l’aspettativa giusta. Il tunnel racconta una parte affascinante della storia, ma il vero accesso è il ponte; la visita non consiste soltanto nel fotografare un borgo sospeso, bensì nel capire come terremoti, erosione e ostinazione degli abitanti abbiano creato il paesaggio che vediamo oggi.
